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UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)
Una missione, quella dell'Unar, che per quanto apprezzabile nelle intenzioni, risulta poco definita sul piano operativo.

Affatto chiare sono invece le informazioni finanziarie sull'attività dell'ente, che contrariamente da quanto stabilito per le pubbliche amministrazioni, non presenta sul sito internet la sezione aperta al pubblico "Amministrazione trasparente" omettendo l'accesso a dati relativi ai bilanci dell'ente, quindi ai costi delle attività svolte.

E' proprio quest'ultimo uno degli aspetti sollevati dall'interpellanza parlamentare presentata venerdì scorso 12 settembre presso la Camera con lo scopo di ottenere chiarimenti riguardo le funzioni e le spese sostenute delle quali è noto solo l'ammontare del finanziamento pubblico complessivo di due milioni annui


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Cittadella Giudiziaria di Salerno
“Salerno sta diventando una realtà culturale proiettata a livello internazionale. Nel campo della comunicazione deve puntare sul concetto di durata e superare l’effimero della moda. Prendete la Cittadella giudiziaria di Chipperfield. Tra trecento anni sarà ancora una grande testimonianza”, così il sindaco De Luca rivolgendosi ai cittadini di Salerno.

Il "concetto di durata" è però al momento rappresentato dal prolungarsi dei lavori per la costruzione dell'opera, avviati nel 1999 e interrotti più volte per mancanza di fondi.

Il sindaco De Luca ha così ottenuto, prima di lasciare la posizione di vice-ministro delle Infrastrutture, lo stanziamento da parte del Cipe di 26,5 milioni di euro per completare la Cittadella giudiziaria della sua città. Il finanziamento si aggiunge a 90 milioni già spesi per la realizzazione dell'opera che, sebbene inaugurata già quattro volte, per ultima lo scorso marzo, rimane ancora incompleta e inattiva


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Uffici Pubblici: Contratti di Fornitura
In vista della legge di stabilità di ottobre la spending review è tornata di attualità nel dibattito pubblico, anche a seguito delle scoperte di un'indagine avviata dal Commissario Carlo Cottarelli in collaborazione con il presidente dell'Autorità anti-corruzione Cantone: 200 amministrazioni pubbliche, che secondo la loro stima potrebbero diventare tremila, sono responsabili di un consistente spreco di risorse pubbliche conseguente a contratti di fornitura svantaggiosi stipulati dagli uffici pubblici statali, regionali e comunali.

Il danno, quindi il risparmio a cui mira il piano di revisione, è stimato di oltre 4 miliardi di euro, equivalente alla differenza tra il valore dei contratti firmati ogni anno dalla Pa rispetto ai prezzi benchmark della Consip.

Gli uffici pubblici dovrebbero servirsi per l'acquisto di determinate categorie di beni e servizi (elettricità, gas, carburanti, combustibili da riscaldamento e TLC) della centrale nazionale degli acquisti Consip o delle centrali regionali, eccetto nei casi in cui i contratti stipulati in autonomia vengano conclusi a meno dei prezzi garantiti dal Consip. Ma è accaduto il contrario in una molteplicità di casi che hanno riguardato persino istituzioni come Equitalia e ministeri


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Federazione Italiana Sport Equestri (FISE)
Irregolarità gestionali e bilanci in rosso hanno portato la Federazione al commissariamento da parte del Coni.

Sul sito internet dell'ente sportivo non sono pubblicati i bilanci, che lo stesso Coni ha respinto per tre anni consecutivi giudicando come "irricevibili". Oltre alla crisi del settore ippico, hanno concorso al dissesto finanziario della Federazione soprattutto le spese per collaborazioni televisive, per le auto blu, per stipendi onerosi e per la gestione di una partecipata, l'Equestrian, per la quale liquidazione sono stati pagati 1,7 milioni ed altrettanti potrebbero essere versati dal Fise per sanare decine di posizioni a seguito di infrazioni riscontrate dall'Ispettorato del Lavoro.

Il contributo pubblico incassato dalla Federazione dal Coni è di 4 milioni annui, ma non è ancora chiaro come verrà gestito l'indebitamento: mentre è stato chiesto al governo un "decreto salva ippica", i debiti aumentano con l'emergere di nuovi casi di spreco e irregolarità che hanno fatto raggiungere un indebitamento complessivo, ma non definitivo, di oltre dieci milioni
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