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Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas)
All'origine dello stato di incompiutezza e incuria delle autostrade siciliane c'è anzitutto l'inefficienza del Consorzio per le Autostrade Siciliane , concessionario Anas e sottoposto al controllo della Regione Sicilia.

Il Consorzio è infatti responsabile di spese senza controllo e irregolarità che hanno deviato i fondi messi a disposizione per la gestione delle infrastrutture stradali dell'isola. Tra gli sprechi più eclatanti un appartamento a Roma acquistato per rappresentanza e inutilizzato affacciato sulla Fontana di Trevi, oppure l'affitto di un minuscolo terreno incolto (40 cm di diametro) per piantarvi un palo, per il quale il Consorzio ha speso 26 mila euro d'affitto quando il prezzo per acquistarlo sarebbe stato di 10 mila euro. Ma la fonte di spreco strutturale, tradizionale della pubblica amministrazione siciliana, è il sovradimensionamento del personale: oltre 500 casellanti in un ente che gestisce circa 268 chilometri di autostrade lungo i quali si contano 24 porte d' uscita, quindi 20 casellanti ogni casello. Il costo del personale, che grava per il 45% sul bilancio, fa aumentare anche la seconda fonte di sprechi, e ingenti, ossia le spese legali: una miriade di cause intentate dagli stessi tecnici esattori per chiedere il riconoscimento di mansioni superiori oppure di indennità suppletive come quella per il «maneggio denaro», che possono far lievitare un compenso base di 1.500 euro fino al doppio.

Così il 90 per cento dei 512 dipendenti ha un contenzioso aperto con l'azienda


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Pedemontana Veneta
La Pedemontana Veneta, dopo una gestazione di 46 anni, rientra nella lista delle storiche opere pubbliche incompiute stilata da Confcommercio nel "Libro bianco sui Trasporti e le Infrastrutture in Italia".

Un primo progetto risale al 1966, da allora si sono susseguiti revisioni e varianti che hanno di continuo posticipato la realizzazione dell'opera ed aumentato il budget necessario.

Sono emerse irregolarità e sono stati denunciati sprechi. Alla fine il costo dell'opera è previsto di circa 2 miliardi e 258 milioni di euro, con un contributo pubblico di 614,9 milioni


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Illuminazione pubblica: consumi comunali
L'Italia appare evidentemente più luminosa del resto dell'Europa nelle immagini del satellite Suomi Npp che sorvola la penisola e gran parte delle fonti luminose notturne visibili sono di illuminazione pubblica. La percezione visiva trova conferma nei dati Istil: il consumo annuo pro capite per illuminazione pubblica in Italia risulta di 107 kWh, più del doppio della Germania e della Gran Bretagna e un terzo in più della Francia, per un costo annuo di oltre un miliardo di euro.

La spesa (quindi le corrispettive tasse) e la gestione sono di competenza comunale, ma gli sprechi derivano dall'incompetenza nella definizione di piani energetici basati sull'introduzione di tecnologie "intelligenti" per il risparmio energetico o dalla complicità negli accordi di fornitura con le società municipalizzate: il mantenimento di molte delle quali dipende proprio dall'eccesso di consumo/domanda di elettricità da parte dei Comuni.

Il costo-opportunità è alto, adottando infatti comportamenti più responsabili nelle amministrazioni locali oltre all'introduzione delle tecnologie adeguate, è possibile un risparmio già nel breve termine fino a 200 milioni annui, uno dei punti del piano di revisione di spesa del commissario Cottarelli


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Bike Sharing Roma
Dallo scorso luglio 2013 le isole di noleggio del servizio di bike sharing a Roma sono inutilizzate e abbandonate.

Il servizio, avviato nel 2008, è fallito a causa di una gestione inefficiente e di furti che hanno dimezzato la flotta delle biciclette, già inadeguata per servire una domanda, elevata nonostante la scarsa usabilità del servizio a partire dalla registrazione: paradossalmente lenta e burocratica per un servizio che dovrebbe offrire un valore di agilità. Il modello di finanziamento, adottato con successo in gran parte delle città europee, è la sponsorizzazione, ma sotto la pressione delle imprese di pubblicità romane che si opponevano all’ingresso di una ditta straniera concorrente nel settore della cartellonistica pubblicitaria, l'ex sindaco Alemanno ha optato per il passaggio di gestione dalla società spagnola Comisa alla partecipata di Atac, Rsm, che ha reso il servizio ancor più inefficiente.

Il nuovo sindaco Marino ha promesso il riavvio del servizio entro novembre 2014 con un investimento in una nuova flotta di bici elettriche a pedalata assistita. Il problema rimarrà però la capacità gestionale, la situazione continuerà quindi ad essere monitorata da Wikispesa
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