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Aeroporto dei Parchi Giuliana Tamburro, Preturo (L'Aquila)
Dopo la sospensione dei voli per Milano con soli 5 paganti complessivamente, settimana scorsa sono stati annullati anche i voli per Olbia.

L'apertura ai voli commerciali dell'aeroporto era stata promossa dalla politica locale come "un nuovo mezzo di comunicazione per la valorizzazione del territorio a disposizione degli enti pubblici e privati", ma fin da subito presentava tutte le caratteristiche di un fallimento annunciato, avvenuto infatti dopo solo qualche volo, a spese dei contribuenti.

La scarsa utilità dello scalo era stata prevista persino dalla compagnia aerea incaricata della gestione, che nell'accordo siglato con il Comune si era assicurata dapprima di gestire l'aeroporto per farne un centro commerciale


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Sito archeologico di Pompei
L'incuria, quindi il degrado, crolli e furti hanno progressivamente compromesso il patrimonio storico e artistico di Pompei, bene pubblico ma male gestito da politica e amministrazione.

Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco dal 1997 e meta turistica attrattiva, rappresenta eppure uno dei maggiori problemi dei ministri dei Beni Culturali che si sono susseguiti e avvicendati nella gestione del sito. Le soluzioni fin qui adottate non hanno ridotto l'inefficienza a livello operativo ma moltiplicato i livelli burocratici, per ultimo con il decreto sul «rilancio dei beni e delle attività culturali» che introduce un comitato di gestione straordinaria con la figura di un nuovo «direttore generale di progetto» affiancato da una «struttura di supporto» composta «da un contingente di personale, anche dirigenziale, di 20 unità».

Ma è anche nell'irresponsabilità e nell'improbabile competenza degli amministratori nominati la causa di sprechi degli sprechi di fondi.Tra i casi più eclatanti una ristrutturazione decuplicata rispetto al preventivo, oppure l'ordine di una partita di vino per 55mila euro da inviare ad ambasciate e diplomatici esteri ordinata da Marcello Fiori, responsabile anche della spesa di 102.963 mila euro per il progetto «(C)Ave Canem», ossia per censire i cani randagi e immetterne i profili in apposito sito internet



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Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas)
All'origine dello stato di incompiutezza e incuria delle autostrade siciliane c'è anzitutto l'inefficienza del Consorzio per le Autostrade Siciliane , concessionario Anas e sottoposto al controllo della Regione Sicilia.

Il Consorzio è infatti responsabile di spese senza controllo e irregolarità che hanno deviato i fondi messi a disposizione per la gestione delle infrastrutture stradali dell'isola. Tra gli sprechi più eclatanti un appartamento a Roma acquistato per rappresentanza e inutilizzato affacciato sulla Fontana di Trevi, oppure l'affitto di un minuscolo terreno incolto (40 cm di diametro) per piantarvi un palo, per il quale il Consorzio ha speso 26 mila euro d'affitto quando il prezzo per acquistarlo sarebbe stato di 10 mila euro. Ma la fonte di spreco strutturale, tradizionale della pubblica amministrazione siciliana, è il sovradimensionamento del personale: oltre 500 casellanti in un ente che gestisce circa 268 chilometri di autostrade lungo i quali si contano 24 porte d' uscita, quindi 20 casellanti ogni casello. Il costo del personale, che grava per il 45% sul bilancio, fa aumentare anche la seconda fonte di sprechi, e ingenti, ossia le spese legali: una miriade di cause intentate dagli stessi tecnici esattori per chiedere il riconoscimento di mansioni superiori oppure di indennità suppletive come quella per il «maneggio denaro», che possono far lievitare un compenso base di 1.500 euro fino al doppio.

Così il 90 per cento dei 512 dipendenti ha un contenzioso aperto con l'azienda


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Pedemontana Veneta
La Pedemontana Veneta, dopo una gestazione di 46 anni, rientra nella lista delle storiche opere pubbliche incompiute stilata da Confcommercio nel "Libro bianco sui Trasporti e le Infrastrutture in Italia".

Un primo progetto risale al 1966, da allora si sono susseguiti revisioni e varianti che hanno di continuo posticipato la realizzazione dell'opera ed aumentato il budget necessario.

Sono emerse irregolarità e sono stati denunciati sprechi. Alla fine il costo dell'opera è previsto di circa 2 miliardi e 258 milioni di euro, con un contributo pubblico di 614,9 milioni
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