Servizio 118 Sicilia

Da WikiSpesa.
Share/Save/Bookmark

118sicilia.png

La convenzione con la Regione Sicilia

Alla fine degli anni Novanta si concretizzò la prima convenzione fra la Regione siciliana e la Croce Rossa per la gestione del servizio di soccorso d'emergenza (118). Un accordo che veniva considerato dalle parti un «punto di svolta risolutivo per i problemi di soccorso esistenti in Sicilia», ma che diede inizio all'estensione del sistema clientelare regionale al servizio della Croce Rossa.

La fase successiva alla convenzione fu infatti la selezione e la formazione del personale per le ambulanze della trinacria.

Si presentò così ai politici di Palazzo dei Normanni un'interessante occasione per assunzioni come voto di scambio. Si susseguirono così assunzioni di massa senza indizione di concorsi.

La ricerca del personale seguiva due direttrici. Una l’utilizzo dei volontari della Croce Rossa, e l’altra la realizzazione di corsi di formazione per autisti, barellieri, e in seguito, per le figure miste di autisti-soccorritori.

La gestione dei corsi di formazione venne affidata a uno dei più grandi enti di formazioni dell’isola, il Ciapi, coinvolto successivamente in uno scandalo per la distrazione di fondi europei destinati alla formazione giovanile ad amici e politici vicini alla dirigenza dell'ente. Il reclutamento effettuato dall'ente venne gestito con il medesimo approccio.

La società di soccorso venne trasformata in una partecipata (Sise), passando in breve tempo dalla dotazione di 157 ambulanze a 221.

Nel 2006, in concomitanza della campagna elettorale che terminò con la rielezione del governatore della Regione Totò Cuffaro, la flotta delle ambulanze arrivò fino a 281 mezzi, quasi il doppio di quelle originariamente previste, e il personale impiegato dalla Sise raggiunse quota 3.020 unità.


118flotta.png


La relazione della Corte dei Conti

Secondo la magistratura contabile, le assunzioni successive alla convenzione con la regione Sicilia sarebbero state effettuate con l’unico scopo di soddisfare "esigenze extrafunzionali di natura occupazionale, verosimilmente legate a logiche clientelari e di adesioni a pressioni lobbistiche". «L’istruttoria accertava che in prossimità delle elezioni regionali del 2006, senza alcuna preventiva verifica di utilità ed economicità, e nonostante il legislatore regionale avesse previsto la non prorogabilità della convenzione oltre il 31.12.2005 e il tempestivo abbandono del regime convenzionale, il presidente della Regione, gli assessori regionali e i deputati convenuti in giudizio hanno disposto, sia il potenziamento del numero delle ambulanze, quasi raddoppiandolo (da 167 a 280 ambulanze), sia la diminuzione, da 36 a 30, del monte ore settimanale del personale già in servizio, con conseguente incremento esponenziale del fabbisogno del personale che ha consentito l’assunzione diretta di circa 3000 persone individuate nel bacino del precariato di settore».[1]


Sovradimensionamento del personale

Il numero della assunzioni si rivelò talmente spropositato rispetto alle effettive esigenze che la maggior parte dei dipendenti viene stipendiata anche per ore trascorse in realtà fuori servizio, con uno spreco di denaro pubblico pari a 9 milioni di euro.

Come segnalato dall’edizione palermitana de la Repubblica, «a turno tutti hanno ricevuto parte dello stipendio per ore che non hanno lavorato perché non necessari ai turni ordinari».

Nel 2010 la situazione peggiorò ulteriormente quando dalla Sise il servizio passò alla Seus, nuova società partecipata detenuta per il 51% dall’assessorato alla Sanità e per il 49% dalle aziende sanitarie siciliane.

Il piano industriale di Massimo Russo, già assessore regionale alla Sanità, non funzionò e la conversione dei lavoratori part time in lavoratori a tempo indeterminato creò ulteriori problemi.


118giornale.png


Il caso dei mille autisti inattivi

Per tenere operative 24 ore su 24 le 256 ambulanze del 118 siciliano bastavano 2400 autisti ma ne furono assunti complessivamente 3350, senza concorso.

Lo spreco è stato stimato dalla Corte dei Conti tra i 25 e i 30 milioni di euro all’anno. L'assunzione di massa avvenne nel luglio del 2010 e fu preceduta da una proposta che costò all’allora assessore regionale alla Sanità Massimo Russo una denuncia da parte del sindacato Cgil. Era gennaio del 2010 quando l’esponente del Governo guidato da Raffaele Lombardo «per porre fine agli sprechi» come dichiarò, decise di togliere alla Croce Rossa italiana il servizio 118 e di affidarlo a una società interamente pubblica costituita tra le 17 Aziende sanitarie e la regione Sicilia, la Seus Spa, di cui sopra. Negli stessi giorni l’ex magistrato della Procura di Palermo scoprì dall’Avvocatura dello Stato cui aveva chiesto un parere, che doveva essere la regione Sicilia a pagare i 50 milioni di euro di straordinario che i 3350 dipendenti della Croce rossa reclamavano. I lavoratori avevano tutti un contratto part time e il loro monte orario complessivo non bastava a tenere sempre attive le ambulanze dislocate in Sicilia: per anni, invece di aumentare l’orario di lavoro ordinario settimanale di ciascuno di loro si era ricorso all’uso massivo dello straordinario, meglio remunerato.

All’assessore Massimo Russo, alle prese con il Piano di rientro imposto dal Governo nazionale, venne un’idea che formulò in una proposta: «Se gli autisti rinunciano a quanto spetta loro di straordinario li assumiamo nella nuova società pubblica, il loro contratto diventa full time e gli applichiamo il Contratto collettivo dell’Aiop (ospedalità privata) economicamente più vantaggioso. Chi non accetta può tornare a casa».

Accettarono comprensibilmente tutti, sindacalisti compresi, tranne il segretario regionale della Funzione pubblica della Cgil Michele Palazzotto che presentò un esposto per estorsione nei confronti di Russo: “I lavoratori hanno diritto a tutti i loro soldi e al passaggio nella nuova società”, rivendicò il sindacalista.

“Una parte di questi li riqualificheremo come operatori socio sanitari e li impiegheremo nelle strutture sanitarie pubbliche; gli altri effettueranno i servizi di trasporto interno per conto degli ospedali”, assicurò Russo. L’operazione, però, di dilungò di molto.

Dino Alagna, ex direttore sanitario della società pubblica, spiega: “E’ stato molto faticoso, ci sono state tante difficoltà e resistenze, ma solo da febbraio del 2014 non c’è più alcun dipendente della Seus inattivo”.


La bocciatura dell' Autorità di vigilanza e le condanne

L’affidamento da parte della Regione del 118 e dei servizi di trasporto ospedaliero senza gara alla Seus Spa era stato bocciato dall’Autorità di vigilanza sui pubblici contratti. Secondo l’organismo allora presieduto da Sergio Santoro entrambe le operazioni sono state effettuate “in violazione delle regole di libera concorrenza di derivazione comunitaria” ed erano causa “di aggravi di costi per le casse pubbliche”: la delibera è stata così trasmessa alla Procura della Corte dei conti.

Tuttavia, alla fine del 2012 il governo regionale guidato da Rosario Crocetta ha rinnovato il contratto di servizio alla Seus Spa. Nei successivi mesi del 2013 per sanare le illegalità rilevate dall’ Avcp lo Statuto della società pubblica è stato modificato.

La gestione del servizio di emergenza siciliano era già all’attenzione della Corte dei conti che a seguito delle indagini, il 27 febbraio del 2013 ha condannato 18 esponenti politici a un risarcimento complessivo di 13 milioni di euro.

Gli assessori della Giunta dell'ex presidente di regione Totò Cuffaro e i membri della Commissione Sanità dell’Ars sono stati ritenuti colpevoli non di aver aumentato il numero della ambulanze, opportuno per adeguarlo agli standard delle altre regioni, e per aver contestualmente incrementarono “da dieci a dodici il personale addetto ad ognuna delle 258 ambulanze”. “L’operazione – rilevarono i giudici - è stata attuata previa repentina ed immotivata riduzione da 36 a 30 ore settimanali dell’orario individuale di lavoro”. Il contratto trasformato in part time fu così all'origine della nuova inchiesta della Procura della Corte dei conti. I magistrati contabili conclusero: “La vera ragione di tale abnorme incremento del numero di autisti può essere rinvenuta soltanto in una causale clientelare diretta all’assunzione alle dipendenze della Croce rossa (con oneri finanziari scaricati sulle finanze della Regione siciliana) dapprima di “corsisti” e poi anche di “lavoratori interinali”, già impiegati nel settore”.


391 dipendenti inquisiti

Trecentonovantuno dipendenti pubblici del servizio siciliano del 118 risultano inquisiti. inquisiti. [2]

«Soggetti pubblici, politici e anche alcuni lavoratori ci hanno segnalato aspetti inquietanti sulla gestione del 118» dice in un intervista a Il Tempo il presidente della Commissione sanità del parlamento siciliano, Pippo Digiacomo, prossimo a inviare le carte in Procura.

Il deputato ha chiesto un rapporto ai vertici del 118 «per sapere se tra il personale ci fosse qualcuno con dei requisiti non idonei per espletare il servizio pubblico». Il direttore generale della società Seus, Angelo Aliquò, ha quindi risposto che «Alla Seus lavorano 391 inquisiti», e che grazie a una denuncia nel Siracusano con la quale si chiedeva di verificare se alcuni dipendenti fossero indagati o inquisiti, è emerso che alcuni lavoratori del 118 «che sarebbero appartenenti al clan Nardo risultano avere procedimenti penali in corso non ancora definiti per reati vari tra cui, il reato ostativo di usura».

«Mi stupisco - ha commentato pubblicamente Lucia Borsellino, assessore alla Salute della Regione Siciliana che si presta a affrontare la situazione di sua competenza - come, rispetto alle evidenze acquisite dagli organi societari pro tempore, persistenti già dal 2010, non si sia provveduto ad assumere i provvedimenti consequenziali previsti per legge e che solo oggi tali circostanze vengano poste in rilievo». [3]


Fonti

http://www.corriere.it/cronache/14_giugno_07/118-sicilia-quei-mille-addetti-regolarmente-pagati-non-lavorare-4b88c8c8-ee49-11e3-8977-68eaa9ab56ac.shtml

http://www.fanpage.it/sicilia-mille-dipendenti-del-118-assunti-e-pagati-per-non-lavorare/

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/2014/notizia/scandalo-in-sicilia-mille-dipendenti-del-118-pagati-senza-lavorare_2049909.shtml

http://www.investireoggi.it/attualita/sprechi-italia-in-sicilia-pagati-per-non-lavorare-1000-dipendenti-del-118/


http://www.linkiesta.it/118-sicilia